Esternalizzazione della responsabilità: uno studio per comprendere e rendere visibile il fenomeno
Nel 2024, l’ISDU ha scelto l’esternalizzazione della responsabilità in materia di diritti umani come priorità tematica principale. La concezione tradizionale dei diritti umani non è infatti più adeguata alle sfide globali attuali, come il cambiamento climatico, le catene del valore globali, la migrazione e la digitalizzazione.
Da un lato, questa concezione riconosce obblighi principalmente agli Stati, mentre oggi molti altri attori, come le imprese, esercitano un’influenza altrettanto significativa. Inoltre, limita la responsabilità a uno spazio geografico, ovvero ai confini dello Stato. Dall’altro lato, è limitata anche nel tempo: non tiene conto delle violazioni dei diritti delle generazioni future.
Uno studio per spiegare un fenomeno strutturale
Di fronte alle sfide attuali, come la digitalizzazione, il cambiamento climatico e le catene del valore globalizzate, i limiti della concezione tradizionale della responsabilità creano incertezza. Chi è responsabile dell’attuazione dei diritti umani e qual è la portata di questa responsabilità? Questa incertezza consente agli Stati e agli attori privati di sottrarsi alle proprie responsabilità o di delegarle ad altri soggetti.
Tre esempi di esternalizzazione
La pratica dei cosiddetti «centri di rimpatrio» (in inglese return hubs) è discussa da mesi all’Assemblea federale. Con questo sistema, le persone richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta in Svizzera e che non possono essere rimpatriate nel Paese d’origine verrebbero trasferite in un Paese terzo che ha accettato di riceverle. La Svizzera esternalizzerebbe così a questi Stati una parte dell’esecuzione degli allontanamenti. Questo è problematico perché tali procedure possono avere conseguenze gravi sui diritti umani delle persone migranti o rifugiate, diritti che la Svizzera si è vincolata a rispettare aderendo a diverse convenzioni internazionali.
Gli accordi di Parigi hanno stabilito limiti alle emissioni di gas a effetto serra per ogni Stato. Tuttavia, questi limiti non comprendono le cosiddette «emissioni grigie», generate nelle fasi precedenti e successive al consumo. In Svizzera, dove i beni di consumo sono perlopiù importati, le emissioni grigie rappresentano circa due terzi dell’impronta carbonica, ma non figurano nel bilancio ufficiale delle emissioni. Il Paese esternalizza quindi ad altri Stati una parte della propria responsabilità di limitare le emissioni.
In numerosi settori, le imprese con sede in Svizzera delocalizzano alcune fasi della produzione in Paesi con salari più bassi. In questi Paesi, la legislazione in materia ambientale e del lavoro è meno rigorosa e le norme vengono applicate in modo meno severo. Ne consegue che la maggior parte del valore aggiunto viene generata nel Nord globale, in particolare in Svizzera, mentre i rischi per i diritti umani si concentrano soprattutto nel Sud globale. Dal punto di vista giuridico, la responsabilità è frammentata, poiché le imprese che operano lungo le catene del valore agiscono come entità distinte le une dalle altre.
Conseguenze concrete per i diritti umani
L’esternalizzazione della responsabilità aumenta il rischio di violazioni dei diritti umani. Questi rischi sono particolarmente elevati per le persone in situazioni di vulnerabilità, tra cui le donne, le persone minorenni e le persone migranti.
Nel contesto del cambiamento climatico, l’esternalizzazione aggrava le conseguenze del riscaldamento globale sui diritti umani. Tra questi figurano il diritto alla vita, alla salute, all’acqua e all’alimentazione. Anche le catene del valore globali sono spesso teatro di violazioni dei diritti umani. Tra queste vi sono le violazioni del diritto alla salute, del diritto all’uguaglianza e alla protezione contro la discriminazione, nonché del divieto di schiavitù e di lavoro forzato.
Inoltre, l’esternalizzazione rende più difficile l’accesso alla giustizia. Poiché le responsabilità non sono definite con chiarezza, anche la competenza dei tribunali è poco chiara. Quando le persone lese si trovano all’estero, si aggiungono ostacoli logistici ed economici, come i costi delle procedure, le barriere linguistiche e le difficoltà di accesso ai mezzi di prova.
Leggere lo studio completo (pdf)
Riconoscere il fenomeno e contrastarlo
Con questo studio, l’ISDU intende rendere visibile il fenomeno dell’esternalizzazione e mettere in evidenza i rischi che ne derivano per i diritti umani. Lo studio esamina anche diverse iniziative volte a chiarire e ridistribuire le responsabilità. Purtroppo, queste iniziative sono ancora agli inizi e resta molto da fare, in particolare in Svizzera.
«L’ISDU è preoccupata per i rischi che l’esternalizzazione della responsabilità comporta per i diritti umani. Le decisioni prese in Svizzera hanno conseguenze concrete, talvolta gravi, per le persone e le comunità che vivono dall’altra parte del mondo, comprese quelle delle generazioni future. È nostra responsabilità collettiva affrontare questi problemi e chiarire le responsabilità», conclude Stefan Schlegel, direttore dell’ISDU.
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